Nessun canone RAI per i proprietari di computer

Commenta |26 febbraio 2008

 

RAIIn questi giorni molti cittadini, pur avendo disdetto l’abbonamento alla televisione o pur non avendo un apparecchio televisivo, stanno ricevono una lettera in cui li si invita a regolarizzare la loro posizione e a pagare il canone RAI.

Sembra infatti che secondo il Sat, il servizio addetto alla riscossione degli abbonamenti, la norma in materia, il R. D. L. 21/2/1938 n. 246 conv. in L. 4/6/1938 n. 880, obblighi al pagamento chiunque sia in possesso di un apparecchio adatto, o facilmente adattabile, alla ricezione di programmi radiotelevisivi, comprendendo dunque tutti i proprietari di “personal computer o altri apparati multimediali”.

A nostro avviso, almeno per quanto riguarda i personal computer, si tratta di una errata interpretazione della norma in materia, e pertanto non è dovuto alcun pagamento.

 

Rivalutazione del servizio prestato in regime di precariato

1 Commento |20 febbraio 2008

 

Corte Giustizia EuropeaNei mesi scorsi la Corte di Giustizia Europea ha definitivamente affermato che non può esservi disparità di trattamento, giuridico ed economico, tra i lavoratori precari e quelli assunti a tempo indeterminato, neppure quando tali disparità siano contenute in leggi o disposizioni del CCNL.

Tale principio sancisce l’illegittimità di qualsiasi disparità di trattamento nella valutazione del servizio prestato dal lavoratore come “precario” ovvero come lavoratore a tempo indeterminato (ad esempio al fine del calcolo dell’azianità utile per il conseguimento degli “scatti” contrattuali).

Leggi tutto l’articolo

 

Costituzione di rendita vitalizia: alle SS.UU. l’onere probatorio sui contributi omessi e prescritti

Commenta |20 febbraio 2008

 

Con ordinanza del 24/01/2008 è stata rimessa alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione la questione riguardante la ripartizione dell’onere della prova in materia di contribuzione volontaria in caso di contributi non versati e ormai prescritti.

La Giurisprudenza prevalente ha sempre affermato che la facoltà per il lavoratore di sostituirsi al datore di lavoro ai fini della costituzione della rendita è subordinata alla impossibilità di ottenere la costituzione della rendita stessa da parte del datore di lavoro, impossibilità di cui il lavoratore deve fornire la prova.


Leggi tutto l’articolo

 

Sì agli scatti di anzianità ai precari

3 Commenti |15 febbraio 2008

 

Gli aumenti di stipendio per l’anzianità di servizio spettano anche ai lavoratori precari. E se l’ordinamento statale prevede norme di legge o di contratto che dispongono discriminazioni a danno di questi ultimi, queste norme sono da considerarsi contrarie all’ordinamento comunitario. Così ha deciso la Corte di giustizia europea con una sentenza depositata il 13 settembre 2007.
Il provvedimento, di cui si è avuta notizia in questi giorni, riguarda un precario spagnolo, che aveva presentato ricorso al giudice per tentare di ottenere gli scatti di anzianità. Di qui la rimessione degli atti alla Corte di giustizia, che ha affermato il principio di non discriminazione anche nei confronti dei lavoratori a tempo determinato.
Anche in Italia, peraltro, la disciplina contrattuale prevede che i precari non possano avere accesso alla cosiddetta ricostruzione di carriera. Vale a dire al procedimento che consente di sommare i periodi di servizio per consentire al lavoratore di avvalersi degli incrementi retributivi connessi all’aumentare dell’anzianità di servizio. Tale limitazione, peraltro, non è prevista solo per i docenti di religione, che hanno diritto ad accedere agli scatti di anzianità dopo 4 anni di servizio.