Chi può faccia qualcosa e…in fretta ! (aggiornato)
305 Letture9 luglio 2011 
C’era una volta la Repubblica italiana fondata sul lavoro e c’era un volta pure lo Statuto dei lavoratori ed il processo del lavoro, efficace strumento che la Repubblica, riconoscendo lo stato di “sottoprotezione sociale” del lavoratore, aveva approntato al fine di consentire un’effettiva eguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge.
Non un regalo, non un principio bolscevico ma una scelta di civiltà
“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Così recita l’art. 3 della Costituzione …
Per questa ragione sono rimasto francamente esterrefatto quando ho appreso che il 5 luglio, il Presidente Napolitano (estremo baluardo della nostra Carta Fondamentale, colui che meglio di tutti conosce il valore dei principi ivi enunciati) ha in tutta fretta firmato il Decreto Legge con il quale, è stata decretata la fine della gratuità del processo del lavoro.
Senza troppi giri di parole, per effetto della manovra finanziaria i lavoratori che vorranno rivendicare i propri diritti innanzi al Giudice del lavoro dovranno pagare, il più delle volte, un balzello di € 225,00 (il famigerato contributo unificato).
 
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